
L’acqua
fornita dall’acquedotto comunale è classificata come
acqua potabile e quindi da ritenere idonea ai normali
usi alimentari. Tuttavia le lamentele sulla qualità di
quest’acqua sono ricorrenti e per tale motivo l’Italia
risulta essere il più grande consumatore pro-capite di
acque minerali imbottigliate al mondo.
Di
solito le lamentele più frequenti riguardano il
sapore, gli odori sgradevoli e la presenza di
sospensioni di vario tipo dovute, le prime,
soprattutto al massiccio uso di cloro usato
abbondantemente come disinfettante mentre il resto è
da imputare ad un non adeguato filtraggio. Tutto ciò è
sicuramente dovuto alle notevoli infiltrazioni sulla
obsoleta rete di distribuzione. Questo è quanto
percepibile da tutti. ma sebbene non rilevabile a
prima vista, l’acqua di cui facciamo largo uso può
avere disciolte molte sostanze non gradite o
addirittura nocive per la salute. Queste sostanze
sgradevoli e/o nocive possono essere: nitrati,
pesticidi o metalli pesanti, che certamente non sono
tollerate dal nostro organismo oltre ad una eccessiva
salinità.
Quale
soluzione adottare per risolvere questo importante
problema?
La
prima che ci viene in mente è quella di usare l’acqua
della condotta cittadina solo per gli indispensabili
usi igienici e solo qualche volta per cucinare mentre
per bere e talvolta anche per cucinare ricorriamo
sempre maggiormente all’uso di acque imbottigliate
spendendo così ogni anno importi rilevanti.
Ma
sapevate che anche le acque imbottigliate possono
contenere buona parte delle sostanze nocive presenti
nell’acqua del rubinetto?
La presenza di questi
elementi nocivi può dipendere da infiltrazioni
inquinanti nelle falde acquifere causate
principalmente dallo sfrenato uso di pesticidi e
concimi chimici in agricoltura, dall’uso di detersivi,
da scarichi abusivi nei fiumi, e addirittura dalle
piogge acide causate sempre dall’inquinamento
atmosferico e terrestre..
Bisogna sapere anche che molte acque minerali vendute
al supermercato non sono altro che bottiglie con
acqua di rubinetto filtrata con sistemi di depurazione
a Osmosi Inversa!
La
legislazione Italiana ha permesso alle aziende di
imbottigliamento di poter vendere per 30 anni
acque minerali contenenti sostanze chimiche dannose
per la salute (come ad esempio arsenico, cadmio,
fluoruro, ecc.) molte volte in quantità più elevate
rispetto all'acqua di rubinetto.
Dal
1° gennaio 2005, a seguito del tardivo intervento del
governo, che ha introdotto limiti più
restrittivi a tutela del consumatore, sono state
identificate fuori legge più di 100 marche di acqua
minerale. A tutto ciò bisogna aggiungere che l’acqua
dei rubinetti è comunque e normalmente più controllata
di quella in bottiglia.
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